Dal 19 al 21 ottobre 2018

Dentro al disordine
Lavorare con i migranti al tempo della crisi dei rifugiati

Seconda sessione della Scuola di formazione Le strade del mondo, rivolta agli operatori dell’accoglienza che si terrà a Nonantola.
Le iscrizioni sono chiuse.

Per vedere quali sono gli appuntamenti aperti al pubblico scarica il programma.

Domenica 7 ottobre 2018

Diario di Sonja
Fuga e aliyha di un’adolescente berlinese, 1941-1946

(Mulino, Bologna 2018)

Il diario al quale Sonja Borus, ragazza di Villa Emma, consegnò le sue impressioni, diventa oggi un libro prezioso, fondamentale per quanti vogliano avvicinarsi ulteriormente alla vicenda dei ragazzi ebrei arrivati a Nonantola nell’estate del 1942 e costretti ad abbandonarla, nell’autunno dell’anno successivo, con i tedeschi ormai alle porte del paese.

Per informazioni scrivere a info@fondazionevillaemma.org

IL CONCORSO
Dal 13 giugno 2018 è pubblicato il bando di Concorso “Davanti a Villa Emma. Un luogo per la memoria dei ragazzi ebrei salvati a Nonantola: 1942-43”.

 Visita il sito dedicato

Si avvisano i partecipanti al Concorso “Davanti a Villa Emma” che sono stati pubblicati, sulla piattaforma del CNAPPC, i codici identificativi dei tre progetti ammessi al 2° Grado.

→ Vai alla piattaforma

Per Adachiara Zevi e Arteinmemoria

Nei giorni scorsi l’Associazione Arteinmemoria di Roma ha ricevuto una lettera contenente violenti attacchi ad Adachiara Zevi. La Fondazione Villa Emma pubblica un comunicato sulla questione. Chi lo condivide può inviare la sua adesione a segreteria@fondazionevillaemma.orgNei prossimi giorni comunicheremo l’elenco delle firme.

Abitualmente frequentiamo, per ragioni di studio e di ricerca, le pagine più inquietanti del Novecento, misurandoci costantemente con la scena di un presente sciagurato, nel quale s’inseguono proclami e parole d’ordine che di quel passato non portano alcuna conoscenza critica, evocandolo esclusivamente per mezzo del più bieco uso pubblico di alcuni suoi capitoli e manifestando, oggi come in altri momenti, ideologie venate di quei fascismi e razzismi che, “pur modificandosi, permangono, presentandosi in forme diverse” (Primo Levi).

Non di rado, negli ultimi mesi, abbiamo dovuto anche registrare, con seria preoccupazione, voci e perfino il dispiegarsi di un linguaggio – provenienti da rappresentanti di forze politiche e, in alcuni casi, di alte istituzioni – che amplificavano taluni motivi contenuti in quei pericolosi segnali, con scarsa attenzione e poco senso di responsabilità verso gli effetti che gli stessi possono produrre nella comunicazione pubblica.

Per tali motivi, non rimaniamo sorpresi (anche se certo non lo accogliamo con rassegnazione) da quanto accaduto nei giorni scorsi, quando all’Associazione Arteinmemoria di Roma è stata recapitata una lettera piena d’odio e d’insulti nei confronti di Adachiara Zevi, ma prendiamo a riferimento l’accaduto per rafforzare le ragioni del nostro impegno e per opporci, anche sul piano politico, a tali gesti, contrastando radicalmente ciò che essi rappresentano.

Stavolta, inoltre, ci sembra di assistere ad un accanimento che va stigmatizzato: infatti la missiva non esplode uno sparo nel mucchio; non fa genericamente riferimento ad un “complotto”, ad un immaginario “gruppo di potere”, ma colpisce con precisione una persona e una studiosa che ha dato e continua ad offrire un contributo di prim’ordine sul piano interpretativo e della proposta culturale, agendo nell’alveo di uno dei più delicati temi che negli ultimi anni hanno caratterizzato la discussione pubblica: il rapporto tra storia e memoria, con particolare riferimento alle forme di produzione dell’arte contemporanea, simbolicamente ospitate presso i resti della sinagoga di Ostia Antica. L’inizio di tale attività coincise – il 16 ottobre 2002 – con l’anniversario della deportazione degli ebrei romani, mentre nelle successive edizioni la manifestazione è caduta a ridosso del Giorno della Memoria.

In tal senso, il raccapricciante rammarico, formulato da un redivivo Hitler, di “non aver conosciuto” la presidente di Arteinmemoria in uno dei suoi campi di concentramento (compito però assolvibile da volenterosi “seguaci” dei nostri giorni), non è tanto spia di una macabra ironia o frutto di una scellerata forma di creatività, quanto segno di una nuova, ulteriore violenza, che – tra i tanti alimenti ingurgitati – trova, ancora una volta, nell’antisemitismo un vessillo privilegiato da sventolare.

Dunque non ci basta la solidarietà.

Noi stiamo e staremo dalla stessa parte di Adachiara Zevi e condividiamo gli intenti dell’Associazione Arteinmemoria; continueremo al loro fianco la ricerca intrapresa, organizzeremo occasioni di incontro e discussione, promuoveremo i loro progetti a cominciare dal prossimo, pensato per il 27 gennaio 2019, quando verranno chiamati a raccolta opere e artisti da realtà che oggi virano verso forme di nazionalismo esasperato e di xenofobia.

Chi legge questa dichiarazione può fare lo stesso.

Pensiamo infine che le istituzioni del nostro paese, subito dopo le parole di condanna, non mancheranno di sostenere il lavoro di Arteinmemoria, come segno di una scelta precisa, che vuole dar fiato a quanti ritengono che arte e cultura storica costituiscano una delle risposte più forti e significative alle violenze subite e ai vuoti di memoria.

Adachiara Zevi dal 2014 fa parte del coordinamento scientifico che cura l’ideazione di un luogo per la memoria dei ragazzi ebrei accolti e salvati a Nonantola tra il 1942 e il 1943.

Per la Fondazione Villa Emma – Ragazzi ebrei salvati, sono firmatari:

  • Stefano Vaccari (presidente)
  • Fausto Ciuffi (direttore)
  • Ivan Andreoli
  • Maria Bacchi
  • Alberto Cavaglion
  • Eleonora Cussini
  • Benedetta Donati
  • Sara Ferrari
  • Daniele Jalla
  • Maria Laura Marescalchi
  • Elena Pirazzoli
  • Guido Pisi
  • Micaela Procaccia
  • Rocco Raspanti
  • Nella Roveri
  • Klaus Voigt
Hanno aderito

La Fondazione Villa Emma nasce nel 2004, ispirandosi alla vicenda di solidarietà che sessant’anni prima aveva portato la comunità di Nonantola ad accogliere e dare soccorso a 73 ragazzi e giovani ebrei, provenienti da Germania, Austria e Jugoslavia, alla ricerca di un rifugio nel nostro paese.

Storia

A ridosso dell’8 settembre 1943, a seguito dell’occupazione tedesca, la permanenza a Villa Emma avrebbe esposto a sicuri pericoli la vita del gruppo: fu così che tutti vennero nascosti presso abitazioni di nonantolani e nel seminario adiacente all’abbazia.

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Centro Josef Indig

Dedicato all’accompagnatore e madrich dei ragazzi di Villa Emma, il Centro, ha lo scopo di pubblicare rilevanti sezioni della documentazione relativa alla storia dei ragazzi ebrei salvati a Nonantola.

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Attività

La progettazione culturale della Fondazione Villa Emma presenta un’articolata serie di appuntamenti pubblici: seminari, convegni, incontri organizzati in occasione di momenti del calendario civile come il Giorno della Memoria.

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Pubblicazioni

La produzione editoriale della Fondazione Villa Emma si organizza lungo i seguenti filoni di lavoro: ricerca storica, narrazione e testimonianze, formazione e didattica, materiali audiovisivi.

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