• Fondazione

    La Fondazione Villa Emma nasce nel 2004, ispirandosi alla vicenda di solidarietà che sessant’anni prima aveva portato la comunità di Nonantola ad accogliere e dare soccorso a 73 ragazzi e giovani ebrei, provenienti da Germania, Austria e Jugoslavia, alla ricerca di un rifugio nel nostro paese.
    A ridosso dell’8 settembre 1943, a seguito dell’occupazione tedesca, la permanenza a Villa Emma avrebbe esposto a sicuri pericoli la vita del gruppo: fu così che tutti vennero nascosti presso abitazioni di nonantolani e nel seminario adiacente all’abbazia.
    Per la loro salvezza, in poco più di un mese, si organizzò la fuga in Svizzera, dove i ragazzi e i loro accompagnatori ripararono fino al termine della guerra.

    A partire da tale patrimonio di memoria e di azione solidale, la nostra Fondazione fissa nei suoi scopi statutari “la difesa della dignità, dei diritti e della giustizia, […] la lotta contro tutte le forme di razzismo, […] la promozione e la difesa dei diritti di cittadinanza, […] l’attivazione di laboratori per la ricerca di nuove modalità di convivenza e di confronto”.
    Particolare attenzione riserviamo al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza: intendiamo infatti valorizzare l’esempio di quanti, con il loro impegno e con le loro ricerche, hanno aiutato e aiutano bambini e ragazzi ad affrontare le violenze e i traumi portati dalle guerre del passato e dei nostri giorni.
    La nostra riflessione e il nostro lavoro si misurano dunque con l’orizzonte del presente.

    La Fondazione Villa Emma opera nei settori della ricerca storica, della formazione e della progettazione didattica; promuove iniziative culturali, con attenzione alla storia e alle memorie della seconda guerra mondiale, ai conflitti attuali, al dialogo tra le diversità e alle problematiche interculturali; intrattiene rapporti e scambi con istituzioni che in Italia e all’estero adottano analoghe prospettive di ricerca, con l’obiettivo di raccogliere e documentare i più importanti risultati dei loro studi.

    La Fondazione Villa Emma ha costruito un sistema di relazioni, con partner istituzionali locali e nazionali, che nel tempo ha messo a fuoco una serie di finalità e obiettivi comuni di lavoro.
    Si sono così stipulati i seguenti accordi e convenzioni:

    giugno 2005 - Protocollo d’intesa con il Comune di Nonantola
    gennaio 2008 - Protocollo d’intesa triennale con il Ministero della Pubblica Istruzione
    giugno 2008 - Protocollo d’intenti con l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna
    dicembre 2008 - Protocollo d’intesa con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Modena

    Soci fondatori
    Comune di Nonantola
    Comune di Modena
    Provincia di Modena
    Parrocchia di Nonantola
    Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia
    Cooperativa Com Nuovi Tempi, Roma
    Istituto Storico di Modena


    Organismi


    Presidente Stefano Vaccari
    Nato a Modena, residente a Nonantola, di cui è stato giovanissimo assessore alla cultura dal 1993 al 1995 e poi Sindaco, dal 1995 al 2004.
    Nel corso dei suoi mandati da amministratore, si è interessato alla vicenda dei ragazzi di Villa Emma, della sua valorizzazione e divulgazione. Dapprima ha infatti incaricato Klaus Voigt di condurre una ricerca storica sui giovani ebrei in fuga; a questa, negli anni, hanno fatto seguito una mostra fotografico-documentaria, pubblicazioni e iniziative in Italia ed Europa, fino alla nascita della Fondazione Villa Emma - Ragazzi ebrei salvati, nel marzo 2004.
    Da allora ne è Presidente, affiancando al suo ruolo di Assessore presso la Provincia di Modena, svolto dal 2004 al 2009, un’intensa attività pubblica in favore della sua promozione e a sostegno di tematiche e questioni legate alla solidarietà sociale, alle dinamiche interculturali e alla diffusione dei diritti.

    Direttore Fausto Ciuffi
    Vive a Bologna, dove insegna Italiano e Storia nel Liceo Artistico e tiene corsi di didattica della storia presso la Scuola Superiore per l’Insegnamento Secondario della locale università. Ha svolto a lungo attività di formatore, collaborando con il Ministero della Pubblica Istruzione e ricoprendo ruoli di responsabilità presso l’Istituto storico di Modena e l’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia di Milano.
    Ha progettato e organizzato corsi e iniziative culturali a livello locale e nazionale, con particolare riguardo alla storia e ai linguaggi della contemporaneità. Nei suoi studi, ha riservato particolari attenzioni a questioni metodologiche legate all’insegnamento della storia, all’uso delle fonti letterarie e filmiche nella ricerca e nella didattica, ai contraddittori scenari che definiscono gli usi pubblici di storia e memoria, al dibattito che investe il ruolo e la funzione dei luoghi della memoria, del testimone e della testimonianza.
    Dirige la Fondazione Villa Emma dal 2005.

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    Consiglio di amministrazione


    Stefania Grenzi | Comune di Nonantola
    Giulia Severi | Comune di Modena
    Maria Laura Marescalchi | Provincia di Modena
    Don Paolo Notari | Parocchia di Nonantola
    Gino Padoa | Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia
    Nicoletta Cocretoli | Cooperativa Com – Nuovi Tempi, Roma
    Metella Montanari | Istituto Storico di Modena


    Comitato scientifico


    Maria Bacchi
    Vive a Mantova. Si occupa del rapporto che bambini e adolescenti intrattengono con la memoria e la narrazione autobiografica; ha inoltre approfondito linee di ricerca didattica e pedagogica concentrandosi in particolare su questioni legate alla trasmissione della conoscenza storica. Ultimamente, lungo un asse che segue storie e condizione di bambini e adolescenti osservati al centro dei conflitti che hanno segnato il Novecento e la Shoah, va riflettendo sull’elaborazione dei traumi legati alla guerra e a quei territori e momenti particolari - di incerta normalità - chiamati dopoguerra.
    Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Cercando Luisa. Storie di bambini in guerra: 1938-1945, Sansoni, Firenze 2000; ha inoltre curato, con M. Richter, Le guerre cominciano a primavera. Soggetti e genere nel conflitto jugoslavo, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2003, e con F. Levi, Auschwitz, il presente e il possibile. Dialoghi sulla storia tra infanzia e adolescenza, Giuntina, Firenze 2004. Ha fatto parte del Consiglio direttivo della Società italiana delle storiche e ha collaborato con la rivista “Lapis. Percorsi della riflessione femminile”; scrive su “Cooperazione educativa”, periodico dell’omonimo movimento di ricerca sui problemi dell’educazione in cui milita dalle origini. E’ tra le fondatrici e le animatrici di “Articolo 3”, osservatorio sulle discriminazioni di Mantova, nato nel 2008.

    Alberto Cavaglion
    Vive a Torino. Dal febbraio 2009 è professore a contratto presso l’Università di Firenze. Studioso dell’ebraismo e storico della cultura; in particolare si è rivolto a vicende legate alla presenza e alle biografie di ebrei in Italia, soprattutto per quanto concerne il XX secolo. Ha prodotto studi anche sul versante dell’indagine letteraria.
    Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Per via invisibile, Il Mulino, Bologna 1998; Felice Momigliano. Una biografia 1866-1924, Il Mulino, Bologna 1988; Italo Svevo, Bruno Mondadori, Milano 2000. Per Einaudi  ha curato l’edizione degli Scritti civili di Massimo Mila (1995). Per i “Meridiani” di Mondadori ha curato l’edizione dei Racconti di Isaac B. Singer (1998). Per le edizioni L’ancora del  Mediterraneo, Il senso dell’arca. Ebrei senza saperlo, 2002, nuova ed. accresciuta 2005 e La Resistenza spiegata a mia figlia, 2005, Premio Lo Straniero 2005; sec. ed. 2008.
    Collabora con “Belfagor” e fa parte della redazione de “L’indice dei libri del mese”.

    Mostafa El Ayoubi
    Vive a Roma. Caporedattore della rivista “Confronti” e opinionista della rivista “Nigrizia”, svolge un’intensa attività giornalistica, con interventi orientati sui temi della convivenza tra culture e sulla pluralità di identità che ‘abitano’ le società del presente: ‘confronto fra diversi’ e ‘coabitazione nel mondo’ sono, infatti, alla base della sua riflessione. Fortemente impegnato sul terreno del dialogo interreligioso, ha offerto importanti contributi sulle questioni legate alla presenza dei musulmani in Italia.
    Ha pubblicato in collaborazione con altri autori:  Islam Plurale, (a cura di), Edizioni Com Nuovi Tempi, Roma 2000; La sfida del dialogo (a cura di B. Salvarani), EMI, Bologna 2003; Libera Chiesa in libero Stato (a cura di E. Bein), Claudiana, Torino 2005; Per una legge sulla libertà religiosa (a cura di), Quaderni Rosselli, 2007.

    Luigi Pedrazzi
    Vive a Bologna. Tra i fondatori del gruppo del Mulino, dal 1961 al 1964 ne ha diretto l’omonima rivista e dal 1965 al 1970 è stato presidente della casa editrice; ha inoltre presieduto, dal 1978 al 1995, l’Istituto Cattaneo (centro di ricerche che promuove studi sociali e politici). Dal 1995 al 1999 è stato vicesindaco di Bologna.
    Vicino alla lezione di Giuseppe Dossetti, ne è stato studioso e interprete. Attualmente è molto legato alle attività di riflessione e solidarietà promosse dalla Parrocchia di Sammartini, situata tra Crevalcore e Camposanto. Ultimamente ha pubblicato Sette giorni a Sovere (Il Mulino, Bologna 2002), riflessioni su una Settimana della Pace tenutasi nella località del bergamasco presente nel titolo, e inserita nel programma di corsi autogestiti di cultura politica e formazione cristiana che la parrocchia sopra menzionata organizza periodicamente insieme a quella di Sant’Antonio della Dozza di Bologna.
    Oggi presiede nuovamente la casa editrice “Il Mulino”.

    Alessandro Portelli
    Vive a Roma. Insegna Letteratura angloamericana presso l’Università “La Sapienza”.
    A lungo ha partecipato alle esperienze di ricerca legate all’Istituto Ernesto De Martino e al Circolo Gianni Bosio, promuovendo studi sulla storia e sulle culture orali e popolari. E’ autore di programmi Rai su musica e culture nella società americana e coordina, per l’Amministrazione comunale di Roma, una struttura che riflette sulle politiche della memoria.
    Tra i suoi studi segnaliamo: Il testo e la voce: oralità, letteratura e democrazia in America, Manifestolibri, Roma 1992; La linea del colore: saggi sulla cultura afroamericana, Manifestolibri, Roma 1994; Biografia di una città: storia e racconto. Terni 1830-1985, Einaudi, Torino 1995; L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Donzelli, Roma 1999; America, dopo. Immaginario e immaginazione, Donzelli, Roma 2002; Storie orali. Racconto, immaginazione, dialogo, Donzelli, Roma 2007; Acciai speciali. Terni, la ThyssenKrupp, la globalizzazione, Donzelli, Roma 2008.

    Micaela Procaccia
    Dopo aver lavorato lungo tempo presso la Direzione generale per gli archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è ora Soprintendente archivistico per il Piemonte e la Valle d’Aosta. Ha condotto attività di ricerca su storie e culture dell’ebraismo italiano. Nei suoi studi ha affrontato, soprattutto sul versante della storia della comunità romana, questioni riguardanti la tutela dei beni archivistici ebraici, nonché temi legati al teatro e ad aspetti socio-culturali della Roma ebraica.
    Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: L’opposizione al fascismo fra gli ebrei, in L’opposizione popolare al fascismo, Roma 1996; Maggioranza e minoranza: dialettica di un confronto culturale, in Il futuro della memoria, Roma 1997; Lazio, itinerari ebraici, Marsilio, Venezia 1997; L’ebreo Pincherle: Alberto Moravia tra indifferenza e rimozione, in Appartenenza e differenza: gli ebrei d’Italia nella letteratura, Firenze 1998; inoltre ha curato, con B. Migliau, La scuola media ebraica a Roma nel 1938, in “Italia judaica”, IV, Roma 1992; e, con A. Spagnoletto, Tutto l’oro e l’argento di Roma. L’immagine di Roma nella tradizione ebraica, in “Ricerche per la storia religiosa di Roma”, Pàtron, Bologna 2000; Gli archivi delle Istituzioni ebraiche in Fonti e Strumenti per la storia d’Italia nel XX secolo, a c. di C. Pavone, Roma 2006; Tipologia delle fonti e trasformazione degli archivi, in La memoria della Shoah. Dopo i“testimoni”, a cura di Saul Meghnagi, Roma, Donzelli, 2007, pp. 163-170; Il quadro normativo italiano, in Conservare il digitale: un confronto internazionale, Atti del convegno internazionale, Asolo 29 settembre 2006, Azienda UL.SS.8, S.Zenone degli Ezzelini (TV) 2007, pp.39-43; L’ape ingegnosa: Debora Ascarelli, poetessa romana. In “Rivista di storia del Cristianesimo” 2 (2007), pp.355-367; Vero e falso. L’uso pubblico della storia, Roma. Donzelli, 2008, (a cura di Marina Caffiero e Micaela Procaccia).

    Cecilia Robustelli
    Vive in Toscana. Insegna Linguistica italiana all’Università di Modena e Reggio Emilia, presso la quale è stato istituito il “Centro universitario di ricerca sulle culture della pace e della sostenibilità”, nel quale riveste il ruolo di vice-direttrice.
    Ha svolto attività di ricerca e didattica in Italia e in Inghilterra. Tra i suoi lavori si possono annoverare indagini di teoria grammaticale dal ‘500 ad oggi, nonché studi sui rapporti tra lingua e identità di genere, sull’italiano come lingua europea, sulla comunicazione interculturale.
    Tra le sue pubblicazioni, ci limitiamo a segnalare: Lingua e identità di genere, “Studi italiani di linguistica teorica e applicata”, XIX, 2000; Lingua, sesso e genere, Atti del Convegno “Lingua, genere e comunicazione interculturale”, Facoltà di Lettere e Filosofia Modena, 30 maggio 2002; Italiano lingua d’Europa, “Limes”, 3, 2003; Percorsi linguistici e filologici in “Cultura neolatina”, Mucchi, Modena 2004; con P. Paradisi ha curato La filologia romanza oggi, Atti in onore di Aurelio Roncaglia, Mucchi, Modena 2004.

    Carlo Saletti
    Vive a Verona. Da anni conduce ricerche sulla storia delle deportazioni durante il secondo conflitto mondiale e sulla rappresentazione della memoria del genocidio ebraico. Svolge anche attività teatrale, e come collaboratore alla regia ha lavorato, tra gli altri, con Luigi Squarzina, Franco Zeffirelli, Boris Steka, Marco Martinelli, Jose-Maria Flotas, presso vari Teatri comunali (Bergamo, Bologna, Firenze), nonché presso l’Arena di Verona, il Teatro San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, e importanti teatri europei. Svolge intenso lavoro editoriale, soprattutto come curatore e traduttore di testi dal francese e dal tedesco. Dal 2003 ricopre gli insegnamenti di “Discipline dello spettacolo” e di “Tecniche delle comunicazioni di massa” presso il Corso universitario per educatori professionali di Mantova. Intrattiene rapporti di collaborazione con importanti centri e fondazioni europee che operano sul terreno della salvaguardia e della valorizzazione dei luoghi di memoria.
    Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Il racconto della catastrofe. Il cinema di fronte ad Auschwitz, Cierre, Verona 1998; La voce dei sommersi. Manoscritti ritrovati di membri del Sonderkommando di Auschwitz, Marsilio, Venezia 1999; Testimoni della catastrofe, Ombre corte, Verona 2004; inoltre ha curato gli scritti dell’ebreo polacco Salmen Gradowski, Sonderkommando. Diario da un crematorio di Auschwitz, Marsilio, Venezia 2002, e redatto le voci relative ad alcuni Lager nazionalsocialisti apparse nel Dizionario della Resistenza (Einaudi, Torino 2001); figura tra i collaboratori del Dizionario dell’olocausto (Einaudi, Torino 2004). Ha collaborato, infine, con il Centro di documentazione ebraica di Parigi alla redazione di voci sui luoghi della memoria ebraica in Europa.

    Klaus Voigt
    Vive a Berlino. I suoi studi storici da lungo tempo si sono concentrati sul problema degli esuli dalla Germania durante il nazismo e la seconda guerra mondiale; ultimamente va riflettendo anche sull’idea di unità europea.
    Tra le sue opere ci limitiamo a segnalare: Il rifugio precario. Gli esuli in Italia dal 1933 al 1945, La Nuova Italia, Firenze 1993, e Villa Emma. Ragazzi ebrei in fuga 1940-1945, La Nuova Italia, Firenze 2002.
    Ha inoltre curato le mostre Rifugio precario. Artisti e intellettuali tedeschi in Italia, e - per il Comune di Nonantola - I ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola: ambedue hanno avuto (e continuano ad avere) un’ampia circolazione in Italia e in Europa.
Fondazione Villa Emma | ragazzi ebrei salvatiCon il contributo di
Cassa di risparmio di Modena

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