Mission
Organismi della Fondazione
Comitato scientifico
Gruppo di ricerca
Collaboratori
Statuto
Amministrazione trasparente

La Fondazione Villa Emma nasce nel 2004, ispirandosi alla vicenda di solidarietà che sessant’anni prima aveva portato la comunità di Nonantola ad accogliere e dare soccorso a 73 ragazzi e giovani ebrei, provenienti da Germania, Austria e Jugoslavia, alla ricerca di un rifugio nel nostro paese.

A partire da tale patrimonio di memoria e di azione solidale, promuove ricerche storiche, incontri con le scuole, attività di formazione e iniziative culturali; riflette inoltre sulla condizione di bambini e ragazzi, mettendosi in ascolto di quanti oggi s’incamminano lungo le strade del mondo, alla ricerca di nuove opportunità e di una vita al riparo dalle violenze.


Mission

Lo statuto della Fondazione fa riferimento alla “lotta contro tutte le forme di razzismo, alla promozione e difesa dei diritti di cittadinanza, all’attivazione di laboratori per la ricerca di nuove modalità di convivenza e di confronto”.

Particolare attenzione viene riservata alle culture di pace, alle esperienze di costruzione del dialogo in teatri di conflitto, al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Si intende infatti valorizzare l’opera di quanti, con il loro impegno e le loro ricerche, hanno aiutato e aiutano le popolazioni e i soggetti più deboli ad affrontare ed elaborare le ferite e le violenze causate dalle guerre.

La Fondazione Villa Emma opera nei campi della ricerca storica, della formazione e della progettazione didattica; realizza iniziative culturali su temi legati a storia e memorie della seconda guerra mondiale, ai conflitti del presente, al confronto tra le diversità e alle società multiculturali; intrattiene relazioni e scambi con istituzioni che in Italia e all’estero affrontano simili questioni e partecipa – sul piano nazionale ed europeo – alla costruzione di reti tra i luoghi della memoria; fa parte dell’Associazione “Paesaggi della Memoria dell’antifascismo, della deportazione, della resistenza e della liberazione in Italia”.


Organismi della Fondazione

Soci fondatori

Comune di Nonantola
Comune di Modena
Provincia di Modena
Parrocchia di Nonantola
Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia
Cooperativa Com Nuovi Tempi, Roma
Istituto Storico di Modena

Consiglio di amministrazione

Stefania Grenzi Comune di Nonantola
Giulia Severi Comune di Modena
Maria Laura Marescalchi Provincia di Modena
Don Alberto Zironi Parocchia di Nonantola
Gino Padoa Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia
Nicoletta Cocretoli Cooperativa Com Nuovi Tempi, Roma
Metella Montanari Istituto Storico di Modena

Stefano Vaccari
Presidente

Vive a Spilamberto. Prima sindaco di Nonantola per due mandati, poi assessore della Provincia di Modena, alle Elezioni politiche del 2013 viene eletto senatore per la XVII Legislatura della Repubblica Italiana nelle fila del Partito Democratico. Dopo gli studi informatici e le prime esperienze nel settore, si dedica all’attività politica a tempo pieno, occupandosi di cultura e aggregazione giovanile. Fin dal 1988 segue con impegno la causa del popolo Saharawi, ricoprendo ruoli di responsabilità in varie organizzazioni di solidarietà. Nel corso della sua esperienza amministrativa si è occupato di politiche d’integrazione e accoglienza dei cittadini stranieri. All’attività di sindaco si lega anche la valorizzazione della storia e della memoria dei ragazzi ebrei di Villa Emma, nel cui solco nasce la Fondazione Villa Emma – Ragazzi ebrei salvati, della quale è presidente dal 2004.

Fausto Ciuffi
Direttore

Vive a Bologna. Docente di Italiano e Storia, ha collaborato con l’Università di Bologna e con il MIUR. Ha inoltre coordinato le attività didattiche dell’Istituto storico di Modena e dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione di Milano. Ha progettato corsi di formazione e iniziative culturali rivolti alla storia del Novecento e ai linguaggi della contemporaneità. Nei suoi studi ha riservato attenzione all’uso delle fonti filmiche e letterarie nella ricerca e nella didattica (Una lunga inquietudine. Luoghi, paesaggio e memoria della Resistenza negli scritti di Andrea Zanzotto, Brescia 2005), ai contraddittori scenari che definiscono gli usi pubblici di storia e memoria, al dibattito che investe il ruolo e la funzione dei luoghi della memoria (Luoghi della memoria, luoghi della storia, in I luoghi, la storia, la memoria, a c. di L. Ziruolo, Genova 2008), alla figura e alla comunicazione del testimone (Questo è un uomo. Immagini e parole di Primo Levi, in Pensare e insegnare Auschwitz, a c. di G. L. Voghera e E. Perillo, Milano 2004; Diario per un nemico. Note intorno ad una “ricerca impossibile”, in I conti con il nemico. Scritti di e su Nuto Revelli, a c. di L. Bonanate, Torino 2011). È autore di documentari storici. Dirige la Fondazione Villa Emma dal 2005.

Benedetta Donati
Segreteria

Vive a Modena. Ha studiato Scienze politiche (Università di Bologna), conseguendo nel 2013 la laurea magistrale in Cooperazione internazionale. Ha svolto il Servizio civile presso il Comune di Modena impiegata nell’ambito dei Musei civici. Dal gennaio 2016 coordina la segreteria della Fondazione Villa Emma.


Comitato scientifico

Maria Bacchi

Vive a Mantova. Studia il rapporto che bambini e adolescenti intrattengono con la memoria e la narrazione autobiografica, sviluppando linee di ricerca didattica e pedagogica su questioni legate alla trasmissione della conoscenza storica. Riflettendo sui conflitti del Novecento e osservando i flussi migratori del presente, pone al centro della sua analisi la condizione dell’infanzia, l’elaborazione di traumi causati dalle guerre e si concentra sui dopoguerra, indagati come momenti contraddittori e di incerta normalità. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Cercando Luisa. Storie di bambini in guerra: 1938-1945, Firenze 2000; ha inoltre curato: con M. Richter, Le guerre cominciano a primavera. Soggetti e genere nel conflitto jugoslavo, Soveria Mannelli (Cz) 2003; con F. Levi, Auschwitz, il presente e il possibile. Dialoghi sulla storia tra infanzia e adolescenza, Firenze 2004; con N. Roveri, L’età del transito e del conflitto. Bambini e adolescenti tra guerre e dopoguerra: 1939-2015, Bologna 2016. Ha fatto parte del Consiglio direttivo della Società italiana delle storiche e animato, nel 2008, “Articolo 3: osservatorio sulle discriminazioni” di Mantova.

Alberto Cavaglion

Vive a Torino. Dal febbraio 2009 è professore a contratto presso l’Università di Firenze. Studioso di questioni ebraiche e storico della cultura, ha frequentato anche il versante della critica letteraria. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Felice Momigliano. Una biografia 1866-1924, Bologna 1988; Per via invisibile, Bologna 1998; Nella notte straniera. Gli ebrei di St. Martin-Vésubie, Torino 1998 e 2012; Italo Svevo, Milano 2000; Ebrei senza saperlo, Napoli 2002 (poi Il senso dell’arca. Ebrei senza saperlo: nuove riflessioni, 2006); La Resistenza spiegata a mia figlia, Napoli 2005 (nuova ed. Milano 2016); Verso la Terra Promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini, Roma 2016. Ha inoltre curato le raccolte degli Scritti civili di Massimo Mila (Torino 1995) e dei Racconti di Isaac B. Singer (Milano 1998), nonché un’indispensabile edizione commentata di Primo Levi, Se questo è un uomo (Torino 2012).

Mostafa El Ayoubi

Vive a Roma. Caporedattore della rivista “Confronti” e opinionista della rivista “Nigrizia”, svolge un’intensa attività giornalistica, con interventi orientati sui temi della convivenza tra culture e sulla pluralità di identità che abitano le società del presente: confronto fra diversità e coabitazione nel mondo sono, infatti, alla base della sua riflessione. Fortemente impegnato sul terreno del dialogo interreligioso, ha offerto importanti contributi sulle questioni legate alla presenza dei musulmani in Italia. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Islam Plurale, Roma 2000; La sfida del dialogo (con B. Salvarani), Bologna 2003; Libera Chiesa in libero Stato (con E. Bein), Torino 2005; Per una legge sulla libertà religiosa, Roma 2007.

Luigi Pedrazzi

Vive a Bologna. Tra i fondatori del gruppo del Mulino, dal 1961 al 1964 ne ha diretto l’omonima rivista e dal 1965 al 1970 è stato presidente della casa editrice; ha inoltre presieduto, dal 1978 al 1995, l’Istituto Cattaneo (centro di ricerche che promuove studi sociali e politici). Dal 1995 al 1999 è stato vicesindaco di Bologna. Vicino alla lezione di Giuseppe Dossetti, ne è stato studioso e interprete; da sempre segue le attività di riflessione e solidarietà promosse dalla Parrocchia di Sammartini (in Emilia, tra Crevalcore e Camposanto). Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Sette giorni a Sovere. Riflessioni su una Settimana della pace, Bologna 2002; Resistenza cattolica, Bologna 2006; ha inoltre curato Vaticano II in rete. Vol. I: Il nostro ’58, Bologna 2010. Attualmente è presidente onorario della casa editrice Il Mulino.

Micaela Procaccia

Vive a Roma. Ha lavorato presso la Direzione generale per gli archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è stata Soprintendente archivistico per il Piemonte e la Valle d’Aosta; attualmente dirige il Servizio II – Patrimonio archivistico della Direzione generale archivi. Ha condotto attività di ricerca su storie e culture dell’ebraismo italiano. Nei suoi studi ha affrontato, rivolgendosi soprattutto alla comunità romana, questioni riguardanti la tutela dei beni archivistici ebraici, nonché temi legati al teatro e ad aspetti socio-culturali della Roma ebraica. Ha collaborato con la Survivors of the Shoah Visual History Foundation. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Lazio, itinerari ebraici, Venezia 1997; Gli archivi delle Istituzioni ebraiche, in Fonti e Strumenti per la storia d’Italia nel XX secolo (a c. di C. Pavone), Roma 2006; Tipologia delle fonti e trasformazione degli archivi, in La memoria della Shoah. Dopo i “testimoni” (a c. di S. Meghnagi), Roma 2007; inoltre ha curato: con A. Spagnoletto, Tutto l’oro e l’argento di Roma. L’immagine di Roma nella tradizione ebraica, in “Ricerche per la storia religiosa di Roma”, Bologna 2000; con M. Caffiero, Vero e falso. L’uso pubblico della storia, Roma 2008.

Klaus Voigt

Vive a Berlino. Le sue ricerche da lungo tempo si sono concentrate sul problema degli esuli dalla Germania durante il nazismo e la seconda guerra mondiale; ha dedicato anni di lavoro alla vicenda dei ragazzi ebrei di Villa Emma, ricostruendo la storia del gruppo dalle origini fino alla salvezza. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Il rifugio precario. Gli esuli in Italia dal 1933 al 1945, Firenze 1993; Villa Emma. Ragazzi ebrei in fuga: 1940-1945, Firenze 2002; ha inoltre realizzato le mostre: Rifugio precario. Artisti e intellettuali tedeschi in Italia (1999) e, con O. Piccinini, I ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola: 1942-43 (2002); infine ha curato l’edizione italiana delle memorie di Josef Indig, Anni in fuga. I ragazzi di Villa Emma a Nonantola, Firenze 2006; e, con C. Kostner, “Rinasceva una piccola speranza”: L’esilio austriaco in Italia (1938-1945), Udine 2010. Ultimamente sta lavorando all’edizione italiana del Diario di Sonja Borus (ragazza del gruppo di Villa Emma).


Un luogo per la memoria dei ragazzi ebrei salvati a Nonantola. Gruppo di ricerca

Eleonora Cussini

Vive a Bologna. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Orientali, Ebraico (Università Ca’ Foscari Venezia) ha conseguito il PhD in Near Eastern Studies (The Johns Hopkins University, Baltimore, MD, USA). Dal 1999 è Professore a contratto presso il Dipartimento di Studi dell’Asia e dell’Africa Mediterranea (Ca’ Foscari), dove insegna Filologia Semitica. Svolge attività di ricerca e partecipa a convegni, collaborando con istituzioni americane ed europee. I suoi interessi riguardano l’epigrafia semitica, la storia sociale, la diaspora e l’identità ebraica. Oltre a numerosi articoli ha pubblicato un’edizione di epigrafi aramaiche palmirene (con Delbert R. Hillers, Palmyrene Aramaic Texts, Baltimore and London 1996) e ha curato un volume di studi storici ed epigrafici (A Journey to Palmyra. Collected Essays to Remember Delbert R. Hillers, Leiden, Boston 2005. Collabora con la con la Fondazione Villa Emma dal 2015.

Daniele Jalla

Vive a Torino. Storico di formazione; dal 1994 al 2012 è stato dirigente dei Servizi museali della Città di Torino occupandosi, tra l’altro, dell’allestimento del Museo nazionale del Cinema e del Museo diffuso della Resistenza. Presidente di Icom Italia, è stato membro del Consiglio superiore dei Beni culturali; fa parte del Centro Studi Primo Levi e della Società di Studi Valdesi. Ha partecipato a convegni e seminari organizzati dalla Fondazione Villa Emma e segue costantemente le attività del Gruppo di ricerca.

Maria Laura Marescalchi

Vive a Modena. Insegnante di Filosofia e Storia presso il Liceo Scientifico “A. Tassoni” della sua città, collabora fin dagli inizi con la Fondazione Villa Emma, per la quale ha curato, con Anna Maria Ori, una guida per la scuola e per i visitatori (Nonantola e i salvati di Villa Emma luglio: 1942-1943, Quid ed., 2007) e la realizzazione di altri materiali didattici. Ha diretto, dal 2007 al 2011, il Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia di Bologna, occupandosi, tra l’altro, delle potenzialità formative dei luoghi di memoria (Il laboratorio nei luoghi di memoria, con M. Gigli, in P. Bernardi, Insegnare storia. Guida alla didattica del laboratorio storico, UTET Università, 2012). Ha partecipato a viaggi di studio, convegni e seminari sulla declinazione didattico-educativa e l’allestimento museale dei luoghi di memoria in Italia, Germania, Francia, Cile e Argentina, e ha tenuto lezioni a corsi di formazione per operatori culturali. Si è inoltre occupata di tematiche europee e dal 2006 è ‘ambasciatrice’ di Euroclio, nel cui ambito partecipa al progetto “Historiana”, collegato ad attività del Consiglio d’Europa.

Elena Pirazzoli

Vive a Bologna. Ha conseguito un PhD in Storia dell’arte e un Post-doc in Scienze storico-artistiche presso l’Università petroniana. Si occupa di ricerca ed editoria, in particolare nell’ambito della cultura visuale e degli studi memoriali; collabora con la Scuola di Pace di Monte Sole e con la Fondazione Fossoli di Carpi. Scrive per riviste (Nuova Informazione Bibliografica, E-Review) e per la rassegna online il Mulino. Ha prodotto ricerche iconografiche per pubblicazioni (curate da Cineteca di Bologna e Fondazione San Carlo di Modena), esposizioni (curate da Home Movies – Archivio nazionale del film di famiglia e Museo delle Frontiere e Fortificazioni Alpine di Bard) e documentari (Bologna 900 di G. Diritti, 2016). Ha inoltre collaborato all’allestimento di mostre: Villa delle Rose 1936 (a c. di Uliana Zanetti e Barbara Secci – MamBO); La Casa di Nostra Donna. Immagini e ricordo di Santa Maria in Porto Fuori (a c. di A. Volpe, Mar-Ravenna). Ha partecipato a convegni nazionali e internazionali; tra i suoi studi ricordiamo: A partire da ciò che resta. Forme memoriali dal 1945 alle macerie del Muro di Berlino, Diabasis, Reggio Emilia 2010; L’invenzione dei luoghi della memoria. Topografia e immaginario della Shoah, in Pop Shoah? Immaginari del genocidio ebraico, a c. di F. R. Recchia Luciani e C. Vercelli, Il nuovo melangolo, Genova 2016; Disumana e quotidiana. La scala monumentale del Nazismo, in Memorie di pietra. I monumenti delle dittature, a cura di G. P. Piretto, Raffaello Cortina, Milano 2014. Collabora con la Fondazione Villa Emma dal 2013.

Guido Pisi

Vive a Parma. Docente di italiano e storia, ha diretto a lungo l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della sua città. Ha svolto studi sulla società locale nel Novecento (Una stagione di fuoco. Fascismo guerra resistenza nel Parmense, con M. Becchetti, I. La Fata, W. Gambetta, M. Giuffredi, Parma 2015) e si è dedicato particolarmente alla produzione e all’interpretazione delle fonti orali (L’ombra incerta dell’eroe. La leggenda di Guido Picelli nelle narrazioni orali dei contemporanei, in Memorie d’agosto. Letture delle Barricate antifasciste di Parma del 1922, a c. di W. Gambetta e M. Giuffredi, Milano 2007). Con Alessandro e Mattia Levratti ha curato la raccolta in video delle testimonianze sulla strage di Monchio, Costrignano e Susano (2014). Ha collaborato alla realizzazione di documentari storici (Io sono ancora là. Memorie della deportazione a Mauthausen, e Luglio ’44, con P. Giroldini, Italia 2004 e 2005). Ha ideato, con A. Cappellini, il progetto per il nuovo Museo storico della Resistenza di Sasso (Neviano degli Arduini, 2005) e collabora con il Centro Studi Movimenti di Parma. La sua attività presso la Fondazione Villa Emma, dove coordina il progetto di documentazione in video dei testimoni nonantolani, si sviluppa dal 2009.

Adachiara Zevi

Vive a Roma. Architetto e storica dell’arte, ha insegnato nelle Accademie di belle arti di Macerata, Firenze, Bologna, Milano, Palermo e Napoli. Presidente della Fondazione Bruno Zevi e dell’Associazione “Arteinmemoria”, cura dal 2002 la biennale Arteinmemoria nelle rovine della Sinagoga di Ostia Antica e dal 2010 il progetto Memorie d’inciampo dell’artista tedesco Gunter Demnig. Fa parte del comitato scientifico per la ricollocazione a Firenze del Memoriale italiano ad Auschwitz. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Arte USA del Novecento, Carocci, Roma 2000; Peripezie del dopoguerra nell’arte italiana, Einaudi, Torino 2005; Monumenti per difetto. Dalle Fosse Ardeatine alle pietre d’inciampo, Donzelli, Roma 2014. Collabora dal 1987 al “Corriere della Sera” e dal 2012 a “Pagine Ebraiche”. Ha partecipato a convegni e seminari organizzati dalla Fondazione Villa Emma e segue costantemente le attività del Gruppo di ricerca.


Collaboratori

Ivan Andreoli

Vive a Modena. Diplomato in Regia cinematografica nel 1981 presso il “Centre de formation au cinema direct” di Parigi, è stato insegnante all’Istituto Tecnico “E. Fermi” della sua città. Si è dedicato alla realizzazione di numerosi documentari e spettacoli teatrali, fra i quali diversi musical (Hair, Pellerossa, All About Cats). Da giornalista segue lo svolgimento di festival cinematografici (Mostra di Venezia, Nuovo Cinema di Pesaro, Giornate del cinema muto di Pordenone, Cinema ritrovato di Bologna). Ha progettato e realizzato, con Fausto Ciuffi e i Fratelli Levratti, il ciclo di documentari “Gli ultimi testimoni” e la produzione teatrale La nostra lingua manca di parole. Se questo è un uomo di Primo Levi letto in dieci lingue. Dal 2005 collabora con la Fondazione Villa Emma, curando diverse iniziative rivolte al Giorno della Memoria e al rapporto tra cinema e storia, con particolare riferimento alla Shoah e alle persecuzioni etnico-politiche.

Alessandro e Mattia Levratti

Vivono tra Milano e Bologna. Dopo aver collaborato a vari programmi televisivi, nel 2010 firmano il loro primo documentario, Memory, fughe dalla democrazia, selezionato a Doc in tour (rassegna promossa dalla Regione Emilia-Romagna), al Foggia Film Festival, a Un Film per la Pace e al Valsusa Film Festival, dove riceve una menzione speciale. Nel 2012, in occasione del Giorno della Memoria, presso Palazzo Valentini a Roma, presentano Dove vi portano gli occhi – a colloquio con Edith Bruck. Nel 2013 realizzano, per il Naga di Milano, La prigione degli altri, video-inchiesta sulla situazione dei migranti all’interno delle carceri italiane. Nel 2014 curano la realizzazione del documentario L’Interrogatorio – quel giorno con Primo Levi, presentato nello stesso anno al Pesaro Film Festival. Nel 2015 realizzano Secondo Mondo, documentario prodotto dalla Fondazione Altobelli e selezionato al “Terra di tutti” Film Festival, ricevendo una menzione speciale. Nel 2017 firmano la regia del documentario La mia anima qui, realizzato in collaborazione con Industria Scenica. Sono inoltre autori di numerosi spot e video per il web. Coordinano, per la Fondazione Villa Emma, l’Archivio audiovisivo e la comunicazione in video.

Rocco Raspanti

Vive a Mantova. Laureato in Ingegneria presso l’Università di Pavia e in Lingue e civiltà dell’Asia orientale a Ca’ Foscari (Università di Venezia). Ha soggiornato a Tokyo, dove ha avuto modo di conoscere il lavoro autobiografico di Nakazawa Keiji, sopravvissuto di Hiroshima. Cura per la Fondazione Villa Emma la digitalizzazione del fondo documentario e le operazioni di editing.

Nella Roveri

Ha insegnato nelle scuole superiori. Si è occupata di letteratura della migrazione e di trasformazione della lingua italiana in rapporto alle emergenze sociali. Collabora con il Festivaletteratura di Mantova per la sezione di poesia. Ai saggi e articoli pubblicati su questi temi, si affianca la cura, con Elia Malagò, della nuova edizione di Umberto Bellintani, Forse un viso tra mille (Passigli, Firenze 2014). Per la Fondazione Villa Emma progetta iniziative riguardanti la sfera della formazione e la scuola, si occupa di problemi che investono le società multiculturali e ha curato, con Maria Bacchi, L’età del transito e del conflitto. Bambini e adolescenti tra guerre e dopoguerra 1939-2015 (Il Mulino, Bologna 2016).